Polot
das Fohlen von Sere und Passija

ZÜCHTUNG DER AKHAL-TEKE

Flink und elegant wie ein Windhund, resistent wie ein Wolf: der Turkmenistan.

Dieses Pferd hat ein auffallend glänzendes Fell. Leider gibt es nur noch wenige reinrassige Exemplare.

...seimila anni fa', nelle steppe intorno al Mar Nero e al Mar Caspio, l'uomo cominciò l'addomesticamento e l'allevamento del cavallo, e partendo dai quattro tipi base: tre pony e un cavallo del deserto, resistente al caldo e alla sete, l'odierno Akhal-Teke. Ha dato vita a tutte le razze di cavalli che oggi popolano il mondo.
Sono state ritrovate sulle montagne dell'Altai, nella Siberia a Pazyryk, tombe di guerrieri Sciti che si erano fatti seppellire con i loro Akhal-Teke, conservati dal ghiaccio esattamente come erano stati sepolti nel 3000 a.C.

In Cina l'Imperatore Wu-Ti (141-87 a.C.) fece sforzi grandissimi per ottenere ed allevare un tipo superiore di cavallo, che consentisse alla sua cavalleria di spostarsi più rapidamente per poter sconfiggere i cavalieri Unni. Inviò degli ambasciatori in Battriana per poter acquistare esemplari dei Cavalli Dorati di Samarcanda (così chiamati per la particolare lucentezza metallica del loro mantello) ma gli ambasciatori furono condannati a morte, così Wu-Ti mandò un esercito che dovette marciare per 4827 Km. che separevano la Cina dalla patria dei Cavalli Dorati. Riuscirono ad impadronirsi di 3000 capi, e in poco tempo furono creati degli allevamenti.
Sotto la dinastia Tang le scuderie cinesi ospitavano 750.000 Akhal-Teke, e grazie all'adozione di questa evoluta ed aggressiva cavalleria la Cina si espanse e divenne l'Impero che è ancora oggi.

Il più famoso Akhal-Teke della storia fu BUCEFALO.
Alessandro Magno (356-323 a.C.), figlio di Filippo il Macedone, fu il più famoso condottiero del suo tempo. Estese il proprio impero dall'Egitto ai confini dell'India, diffondendo la cultura greca. Ma, ricordando la sua grande impresa, non si può tacere dello straordinario cavallo che condusse Alessandro in molte battaglie vittoriose. Descritto come "della migliore razza tessalica", Bucefalo aveva il mantello nero e una stella bianca di fronte ed era il più alto rispetto ai cavalli suoi contemporanei. Secondo uno scrittore graco, aveva anche un leucoma corneale, un occhio azzurro. Il padre di Alessandro comprò Bucefalo nel 343 a.C. per l'equivalente di 23 milioni circa. L'animale si dimostrò però così turbolento che era impossibile cavalcarlo. Alessandro, che a dodici anni sapeva già combattere, dichiarò che lo avrebbe montato. Vedendo che il cavallo si spaventava per la sua stessa ombra e per quella degli uomini che cercavano di avvicinarlo, Alessandro lo rivolse verso il sole e salì in groppa da dietro. Dopo averlo "accarezzato e blandito", galoppò davanti al padre, che gli disse: "Devi cercare un regno adatto a te, figlio mio. La Macedonia è troppo piccola per te". Da allora Bucefalo si lasciò cavalcare senza sella da uno stalliere, ma quando era bardato permetteva di salire in groppa solo al padrone piegando il ginocchio per aiutarlo. Alessandro fu in sella al suo destriero per l'ultima volta nel 327 a.C., quando sconfisse il re indiano Poros al fiume Idaspe. Bucefalo aveva 30 anni e morì quella sera per le ferite ricevute. Fu sepolto con gli onori militari e sul posto fu fondata da Alessandro la città di Bucefalia.

I MONGOLI

L' impero mongolo duro dal 1206 al 1405. La sua espansione sfociò nel più terribile assalto sferrato dai popoli nomadi barbari contro il mondo civilizzato. Al suo apogeo era il più grande impero al mondo e i suoi territori si estendevano da Giava e dalla Corea a est fino alla Polonia a ovest. A nord toccava il Circolo polare artico, la Turchia e la Persia erano le sue frontiere meridionali. Tessera dopo tessera l'impero si espandeva grazie soprattutto alle più efficaci e spietate forze di cavalleria mai esistite, le "orde" brillantemente condotte da Gengis Khan (circa 1167-1227) e dai suoi successori. Guerriero irnpavido e ispirato, era un comandante di cavalleria il cui genio militare restò insuperato.

LE ORDE MONGOLE

L'esercito mongolo era formato quasi unicamente da uomini a cavallo: perfino la divisione da assedio, comandata dal Maestro di Artiglieria, si muoveva a cavallo. Il termine "mongolo" che significa "orda" stava a indicare formazioni a organizzazione rigida, che osservavano una severa disciplina ed erano comandate da una sorta di moderno stato maggiore. Gli uomini avevano una sconfinata resistenza e fiducia in se. Vivevano lontano da casa, senza potersi rifornire di provviste. I loro pasti consistevano di carne secca, posta sotto la sella o nelle tasche dei pantaloni per ammorbidirla, e di burro ricavato dal latte delle giumente, tenuto tra i vestiti. Con lo stesso latte facevano una cagliata, trasportata in sacche di cuoio che si gonfia:vano durante i guadi. I mongoli si toglievano raramente i vestiti, a meno che dovessero cambiarsi. Da bambini venivano temprati con immersioni quotidiane nell'acqua gelata, che non serviva loro come sistema per la pulizia personale, preferendole il grasso che aveva il vantaggio di proteggere dal freddo. Si diceva che, con il vento nella direzione giusta, si poteva sentire l'odore di un esercito mongolo fino a 30 km di distanza. Ogni uomo aveva fino a cinque cavalli che utilizzava secondo la necessita, mentre nelle retrovie del grosso dell'esercito c'era un folto branco da rimonta. Questa presenza rendeva piu dinamici i tuman, che spesso percorrevano piu di 120 km al giorno e costituiva anche fonte di carne fresca e latte. Durante le marce di trasferimento i mongoli si alimentavano anche con il sangue prelevato dal collo dei cavalli, addensato con il calore. Inoltre, il branco al seguito creava l'impressione di una grande moltitudine, impressione rafforzata dal trucco di legare fantocci sui cavalli: da qui forse la convinzione che le orde mongole fossero numerose. In effetti, l'esercito di Gengis Khan non fu costituito mai da più di 230.000 uomini.

TAMERLANO

Ultimo nomade mongolo e diretto discendente di Gengis Khan, fu guerriero ancora più spietato. Per commemorare la sua vittoria a Isfahan (Persia) lascio una piramide di 70.000 crani umani. L'impero mongolo durò solamente duecento anni perchè, come disse un generale cinese contemporaneo, Yeh-lu T'su, "L'impero fu conquistato a cavallo, ma non si può governare a cavallo".

Heutzutage wird der Akhal-Teke, der fur seinen lieblichen Charakter, seine Schönheit und Eleganz geschatzt wird, oft von den russischen Autoritaten als Geschenk für wichtige Personlichkeiten eingesetzt. So haben in der Zwischenzeit, Bill Clinton, Tony Blair, die Königin Elisabeth und Mitterand ein solches Pferd als Präsent erhalten. Auch Komeni hatte eines, aber eines Tages hat ein Pferd ihn zu Boden geworfen und so hat der unsportliche Hajatollah entschlossen, diese Pferdeart aus dem Iran zu verbannen.

In unserem von der Region Umbriens autorisierten Zentrum, konnen Sie junge Pferde der Rasse Akhal-Teke bestellen.

Zar
Sohn des Mizar (Europaischer Champion) und Olimpia

Olimpia, Tochter des Dagda und Olivia

Zar

Olympic Pol
(our last born)

 

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